Touch 1×02 “1+1=3”

“Il mio nome è Jake, sono nato 4168 giorni fa il 26 ottobre 2000, vivo su questo piccolo pianeta con altri 7.800.360.000   di persone, questa è la storia di alcune di loro, in media diciamo 2250 parole al giorno a 7,4 altre persone, mandiamo più di 300.000.000 di mail, 19.000.000 di sms, che si aggiungono a questo gigantesco mosaico di schemi e proporzioni, gli schemi, i modelli matematici sono nascosti in piena vista, basta sapere dove cercare, ma solo alcuni di noi vedono come i tasselli s’incastrano. E’ tutto predeterminato dalle probabilità matematiche, il mio compito è individuare quei numeri per collegare le persone destinate ad incontrarsi, quelle i cui destini devono toccarsi. sono nato il 26 ottobre 2000, sono vivo da 11 anni 4 mesi 28 giorni e 15 ore e in tutto questo tempo non ho mai detto una sola parola, ma non importa ora ho qualcuno che riesce a sentirmi. “

Toc Toc … arriva l’assistente sociale, Martin le dice che non vuole riportare suo figlio all’ istituto, non adesso che inizia a comunicare con lui. E il numero che era nel finale della prima puntata lo spinge a credere di dover ritrovare quella persona. Clea gli spiega che se non farà così dovrà chiamare la polizia, è stata accondiscendente nel lascialo dormire dal padre, così Martin cambia idea. Mentre spiega la cosa a Jake, il bambino gli scrive sulla mano il numero di telefono

Così lo digita sul pc al lavoro e scopre che appartiene ad un negozio: IL BANCO DEI PEGNI DI ARNIE! Il capo ordina di fare una consegna, un cane.

Una Hostess corre in aeroporto per prendere un volo e si scontra con un ragazzo indiano che ha una statuetta in mano, contiene le ceneri del padre, cade e si rompe [povero uomo]. La donna incontra Martin per prendere in consegna il cane e gli spiega che un riccone russo ha pagato un extra perchè l’animale venga consegnato a mano; si gira un momento e il cane sparisce, corre lontano e lei lo insegue.

Intanto Jake all’istituto, scrive maniacalmente sul suo quaderno i numeri 5296, prende un pò per il culo Clea disegnando uno smile coi pop corn e poi si riempie la mano di pittura rossa, mentre l’assistente sociale va a prendere uno straccio Jake scompare, va davanti alla stanza 6 e ci stampa l’impronta sopra e fugge dall’istituto. Indovinate qual’è il numero di sicurezza per aprire la porta? 5296 ovviamente!

Martin trova il negozio.

Ritornano le nostre amiche giapponesi, ma questa volta sono a New York

Nello stesso aeroporto la Hostess re-incontra il ragazzo indiano che gli spiega di dover spargere le ceneri del padre al New York Stadium, poi visto che è libera decide di accompagnarlo.

Martin entra nel negozio e subito dopo entra un rapinatore che spara al proprietario senza ferirlo in modo grave, lotta con Martin e mentre sono a terra vede una vecchia palla da baseball con un bacio stampato sopra, la prende e scappa.

Il rapinatore va da uno strozzino russo e gli fa vedere cos’ha rubato, spiegandogli che dovevano dargli 10.000 dollari, ma la cosa è saltata, tenta di dargli la palla da baseball ma ovviamente non la vuole, ora ha 3 ore per ridargli i soldi.

La hostess è in autobus col ragazzo indiano e scopre che non ha nessun contatto per poter entrare nello stadio.

Intanto Martin va dal professore Artur per chiedergli consiglio su cosa fare, gli dice di fidarsi di suo figlio. Riceve una telefonata da Clea che gli dice che Jake è scappato di nuovo, si alza e lo vede al di la della strada che si accinge a prendere un autobus, gli corre dietro finchè l’autista non si ferma per farlo salire. Jake è irremovibile, non vuole scendere.

Saltiamo in Russia dove un ragazzino si appresta a fare uno spettacolo di magia, seppure il trucco della colomba che esce dal cappello gli riesce bene solo una bambina applaude, gli altri restano immobili in un religioso silenzio. Il ragazzino va a portare indietro i trucchi e trova la bambina che aveva applaudito, gli chiede perchè tutti lo odiano e lei gli spiega che non è odio ma paura, paura verso suo padre che fa parte della mafia. Per il ragazzo è uno shock.

Jake scende dall’autobus e si ritrovano davanti al negozio di Arnie, Martin cerca di parlargli ma il bambino non parla fissa davanti a se, gira la testa e si rende conto che il numero di telefono stampato sulla vetrina è leggermente diverso da quello che il figlio gli ha scritto sulla mano, così rifà il numero e sente suonare il campanello del piano di sopra. Provano ad andare li e a bussare, ma Jake [come se lo sapesse] allunga la mano e apre la porta. Entrano e mentre Martin legge delle lettere respinte al mittente, Jake prende una mazza da baseball e la sposta; entra un tizio che gli chiede se la busta la deve dare a lui e poi fa sapere ai due che Arni (Arnold) è malato di cancro e che non si sta curando.

Ritorna il nostro rapinatore che sta cercando di vendere la palla da baseball [ritorna sempre questo sport], ma anche se si tratta di una palla da “fuoricampo” non riesce a rifilarla a nessuno. e grazie ad un ritaglio di giornale scopriamo che è “l’uomo delle arachidi” proprio allo stadio

Intanto la hostess e il ragazzo indiano arrivano allo stadio lo trovano chiuso, riappare il cane che era scappato dall’aeroporto così la donna inizia a seguirlo e il giovane si siete per terra sconsolato

Martin riceve la busta dal tizio, è piena di soldi e l’espressione non passa inosservata, iniziano a picchiarsi e la mazza che Jake aveva spostato capita a fagiolo al padre [e guarda caso è il numero 5296]

Padre e figlio vanno all’ospedale a cercare Arnie ma nella stanza non c’è, Martin si accorge che è uscito e cammina su di un ponte.

L’uomo delle arachidi è allo stadio e ferma il campione di baseball che ha lanciato la famosa palla nel fuoricampo, gli racconta che da quando l’ha venduta tutto è andato storto, così gliela restituisce. Esce dallo stadio e lascia la porticina aperta, così il ragazzo indiano entra.

Lo strozzino ritrova il debitore il quale non ha nessun soldo da dargli… drin drin… suona il cellulare del russo e dall’altra parte c’è suo figlio che gli chiede se è vero che lui fa del male alle persone, gli dice di no e lascia andare l’uomo delle arachidi [che culo].

Martin raggiunge Arnie che sta per buttarsi dal ponte e gli dice che sa che ha il cancro e che quello al negozio non era un rapinatore ma un sicario, cerca di convincerlo a non buttarsi, ricordandogli che ha una figlia, anche se non risponde alle sue lettere, gli dice che a lui importa della sua vita, che saranno amici… ed ecco arrivare il cane e la hostess che lo insegue… “Papà” esclama…. già Arnie è suo padre!

“7.000.000 di persone su questo piccolo pianeta, sospeso nella vastità dello spazio e siamo soli. Il senso di tutto questo è il grande mistero della nostra fragile esistenza, forse il fatto di essere soli nell’universo ci unisce, ci fa dipendere l’uno dall’altro anche per le piccole cose, creando una correlazione quantistica tra voi e me, tra noi. E se questo è vero allora viviamo in un mondo dove tutto è possibile.” 

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2 risposte a “Touch 1×02 “1+1=3”

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