Touch 1×08 “Zona d’Ombra”

“Si dice che il percorso più breve tra due punti sia una linea retta. Ma cosa succede se quel percorso viene bloccato? Quando i sedimenti impediscono lo scorrere del fiume, esso cambia direzione, seguendo un andamento a zig e zag invece che lineare.”

-bigliettino -Veronique, sarai sempre nel mio cuore, ma hai ragione questo non è abbastanza.-

“Quello che alle persone sembra tortuoso, per l’acqua è il percorso più efficiente dalla sorgente alla foce. La natura trova una deviazione.” 

Martin è in autobus quando un uomo con in braccio una vecchia radio perde una valvola, gliela raccoglie.

“Quando due punti sono destinati ad entrare in contatto, ma una connessione diretta è impossibile, l’universo troverà sempre un altro modo.”

Martin e Jake sono all’istituto e il piccolo gioca con un filo rosso tra le mani [un vecchio giochino che fcevo pure io da piccola], si stanno preparando assieme agli altri ad andare al Museo della Scienza. Arrivano e Jake inizia a correre in un’altra direzione e Martin finisce per scontrarsi con una donna a cui vola a terra il contenuto delle borsa, cellulare incluso che il piccolo prenderà e metterà nella tasca del padre. Dopo essere entrati nel museo il cellulare squilla, è la proprietaria, con la quale Martin parla un attimo e che la invita ad andare al museo per riprendersi il suo bene. C’è uno schermo gigante che ha dei collegamenti in varie parti del mondo, viene selezionata Parigi e Jake è incuriosito da una donna col cappotto rosso [notate il colore rosso ovunque?]

Qualcuno cambia luogo e imposta Tokyo così Jake inizia a dare di matto, fatalità c’è una ragazza al telefono che sta parlando con un amico a Parigi che si trova proprio davanti allo schermo, così Martin le chiede di far chiamare la tizia col cappotto rosso che se ne sta andando, il tizio lo fa e ora la donna è di nuovo di fronte a Jake. Arriva la proprietaria del cellulare e la parigina la vede, si fa dare il telefono dal tizio che poco prima l’aveva chiamata e finisce col parlare con Clea (che conosce il francese), dopo poco l’assistente sociale ferma la proprietaria del cellulare che Jake aveva messo nella tasca del padre e le chiede se si chiama Simrin, risponde di si e butta lo sguardo allo schermo, scuotendo la testa e chiedendo perdono poi Veronique (colei che è a Parigi) dice a Clea che quella donna è sua madre, creduta morta da moltissimi anni. Martin corre a cercare Simrin

Entriamo in un taxi, dove la radio trasmette la voce del canale interno e il tizio che parla racconta un pò di cose, pensando di non essere ascoltato

Intanto Clea è ancora al telefono con la donna francese e le chiede informazioni riguardo alla sua madre biologica, le dice anche che il marito l’ha lasciata perchè vuole dei figli e dopo che la madre è morta di parto (questo è quello che credeva) ha paura di rimanere incinta, così Clea capisce che se Veronique scopre che la madre è viva potrebbe vivere diversamente il pensiero di maternità.

Saltiamo in una camera d’albergo dove una donna italiana in sottoveste chiama via internet il marito astronauta mentre è in orbita.

Martin ha perso di vista Simrin e voltandosi vede Jake fuori dal museo, chiama Clea per avvisarla che sta per arrivare, ma il piccolo mette un piede sulla strada e il tassista di prima si ferma di colpa, così entra in macchina un tizio che gli chiederà di essere portato all’aeroporto JFK, facenbdo due soste durante il tragitto. A Martin torna in mente che Samrir l’aveva chiamato per rintracciare il suo cellulare e componendo quel numero scopre essere di un Hotel, si reca li e inseguendo Jake che è scappato al piano di sopra intravede la donna delle pulizie che è identica a Veronique.

Siamo nello spazio e Gio sta facendo una “passeggiata nello spazio” per aggiustare un dispositivo, ma ad un certo punto la trasmissione tra lui e la donna all’interno si interrompono.

Torniamo da Martin che inizia a chiedere alla donna (Nandu) se ha parenti in francia, poi chiama Clea, che sta ancora parlando al telefono con Veronique e si fa dare un pò di informazioni, ma la donna delle pulizie si spaventa di tutte quelle coincidenze e scappa. Così padre e figlio tornano al museo.

Siamo all’interno del taxi e una donna, fatta salire nel tragitto, dice all’altro passeggero che fa miracoli, chiamandolo dottore e poi gli da una busta.

Piccolo saltro all’uomo della radio, sempre convinto che nessuno lo ascolti (perchè nessuno risponde).

Martin e Jake ritornano al museo, sembra tutto finito quando alle loro spalle fa capolino Nandu, la donna delle pulizie, così vede la sorella gemella al di la dello schermo.

In taxi altro passeggero e altra storia, ora il dottore cerca di convincerlo che quello che sta per fare è ormai fatto compiuto e che nessuno li può collegare l’uno all’altro -sempre sotto l’orecchio attento del tassista- questo passeggero invece consegna al dottore (ginecologo) una cartellina.

Gio è ancora in silenzio radio e la collega (Allegra) è molto preoccupata anche perchè dal monitor non lo vede, ma si deve in ogni caso mettere in contatto con dei bambini e guarda un pò si tratta proprio dell’istituto di Jake. Spiega ai bambini che c’è una punto dove le frequenze radio non funzionano e si chiama “zona d’ombra” e spiega loro come avvengono le comunicazioni radio. Li informa che le comunicazioni arrivano sia a Huston che a New York e la navicella è il terzo punto così da formare un triangolo (forma geometrica che Jake continua a ripetere col suo foli rosso); i due punti sono a 5.191 miglia dalla stazione orbitale, così Martin collega questo numero alla data di nascita delle ragazze indiane 1/05/91 che in america si legge 5/01/91. Jake grazie ad un tablet e usando la calcolatrice trova il lato mancante del triangolo isoscele che è 1604; allora Martin scappa via per trovare le tre donne. Allegra saluta i bambini perchè una spia lampeggia ed essendo in contatto con Huston chiede se anche loro vedono il livello di co2 della tuta di Gio alto, chiede se hanno ristabilito la comunicazione tra loro due ma si sente rispondere di no.

Martin telefona a Nandu e le chiede se il numero 1604 significa qualcosa per lei e la sorella, così le dice che è il numero del taxi che guida suo padre (quello che sta trasportando il dottore).

Siamo nel taxi e il tassista riconosce il dottore e vuole impedirgli di fare del male ad altre persone, pensa quindi di portarlo alla polizia (è stato lui a convincerlo molti anni prima a dare via una delle sue 2 figlie e se ne pente da allora), ma appena il taxi si ferma il dottore scappa a gambe levate. Martin trova il padre di Veronique e Nandu e cerca di convincerlo a parlare con la prima ma lui gli racconta cos’è successo. Appena diciottenni e senza soldi scoprirono che Simrin è incinta e durante il parto si rendono conto che avranno due figli, ma come sfamarli entrambi? Così il dottore si offre per sistemare la situazione, in cambio della figlia avrebbero ricevuto un sacco di denaro così da poter ricominciare una nuova vita. Racconta poi a Martin che aveva quel dottore in auto e lui gli chiede di conoscere i posti in cui si sono fermati.

Siamo nello spazio, Gio è sempre fuori e il CO2 sta aumentando, ad Allegra viene in mente che nella tuta ci sono dei nuovi apparecchi per la comunicazione radio.

Martin è arrivato all’aeroporto JFK e intanto il capo di Clea le dice di sapere che Martin e Jake non sono stati alla mostra per gran parte della giornata e che porterà la storia davanti al consiglio di revisione [guai in vista per Clea] 

Vi ricordate il nostro amico che parla alla radio e che all’inizio aveva perso una valvola in autobus? Ben circondato com’è da vecchi apparecchi radio sente una richiesta di aiuto molto disturbata, sistema la valvola che aveva ancora in tasca e la comunicazione diventa perfetta

Allegra gli da le giuste coordinate riesce a contattare Gio che rientra nella stazione spaziale.

 

Martin trova il dottore che ceca di far finta di nulla, dicendo che forse lo confonde con altro; quando vede che un testimone lo indica davanti alla polizia cerca di scappare, ma Martin lo ferma, così viene arrestato.

Il nostro amico della radio dei tassisti racconta che ha parlato con lo spazio e che ha salvato una vita e finalmente qualcuno gli risponde!

“Se due punti sono destinati ad entrare in contatto l’universo troverà sempre il modo per stabilire la connessione. Anche quando ogni speranza sembra perduta certi legami non possono essere spezzati, definiscono chi siamo e chi possiamo diventare. Attraverso lo spazio, attraverso il tempo, lungo strade che non possiamo prevedere, la natura trova sempre il suo corso”

Siamo all’istituto, Martin parla col figlio e dopo poco entra Clea e gli riferisce che è fuori dal caso di Jake …

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