Touch

L’universo è fatto di precisi rapporti e schemi […] un intreccio quantistico di causa ed effetto in cui ogni cosa ed ogni essere si riflettono gli uni negli altri. Ogni azione,ogni respiro, ogni pensiero cosciente, sono connessi. [cit. da Touch]

Dunque ciò che accade non è casuale, ma fa parte di uno schema già definito e alcune persone sono in grado di vedere tra di esso, eventi passati, presenti e futuri.

Questo è quello che sa fare  Jake (David Mazouz), figlio undicenne di Martin Bohm (Kiefer Sutherland), che soffre di autismo, diagnosi non appoggiata dal genitore; la madre è morta nell’attacco alle torri gemelle.

Martin è un padre amorevole che per il figlio ha lasciato una fulgida carriera di reporter per barcamenarsi con lavori più umili, in quanto il bambino gli crea parecchi problemi fuggendo e facendo “cose strane”, come scrivere compulsivamente su un quaderno una sequenza di numeri tutti uguali, inoltre ha una curiosa mania per i cellulari. Il regista Tim Kring (creatore ad esempio di Heroes), ci fa viaggiare in un mondo pieno di eventi concomitanti che sembrano apparentemente casuali, ma che sono i pezzi di un unico puzzle. continue correlazioni ci accompagnano per tutta la durata del telefilm. Siamo legati ad altre persone dall'”universo”.

Quella che ho visto è la puntata pilota, per poter vedere il resto si dovrà aspettare fino al 19 marzo. Attualmente la serie è trasmessa solo negli stati uniti  su FOX TV.

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