Quella casa nel bosco

Un gruppo di amici va in vacanza nella casa sul lago che ha comperato da poco il cugino di uno di loro. Sono rapiti dalla bellezza del posto, ma presto inizieranno a succedere cose strane: improvvisi cambiamenti di personalità e altro ancora …  Ma cosa c’entrano due colletti bianchi all’interno di un bunker super segreto?

La storia di base ( che non ho scritto per non svelarvi nulla), non è male, avrebbe del potenziale, ma sfortunatamente come film horror lascia molto a desiderare. Si sa già cosa accadrà, chi sarà la vittima, etc.

Noioso, con qualche scena splatter, si fatica ad arrivare al finale dove ci viene regalato un cameo di Sigourney Weaver.

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Colour from the Dark

La trama è incentrata in una casa di campagna in Italia nel 1943, dove vive una coppia e la sorella minore di lei. Un giorno Alice (Marysia Kay), recatasi al pozzo per prendere dell’acqua, fa cadere il secchio al suo interno, così chiama il cognato Pietro (Michael Segal) che con un attrezzo appuntito cerca di recuperarlo, liberando così una sorta di forza malevola. Da quel momento molte cose strane accadranno in quella casa, soprattutto alla sorella maggiore Lucia (Debbie Rochon).

Considerazioni: rientra nel genere horror, ma non aspettatevi nulla di così spaventoso. Come tutti, o quasi, i film indipendenti ha scene a volte caotiche, soprattutto all’inizio, dove si fatica a seguire la trama; a tratti noioso. Gli effetti speciali sono buoni, presumendo un basso badget. Tutto sommato si fa guardare e proprio perchè è indipendente lo apprezzo rispetto ad altri film con case produttrici d’eccellenza! Il film è datato 2008, ma è uscito solo ora ed è  liberamente ispirato al racconto Il colore venuto dallo spazio di Howard Phillips Lovecraft.

The woman in black

Tre sorelle giocano con le loro bambole e un servizio da te quando si fermano e contemporaneamente, quasi ipnotizzate, si recano alla finestra, la aprono e si gettano di sotto. Questa è una delle molte tragedie che occorrono ai bambini di un villaggio sperduto in Inghilterra; posto dove il giovane avvocato Arthur Kipps (Daniel Radcliffe), purtroppo vedovo e con un bambino piccolo si deve recare in seguito alla morte di una cliente. Ha il compito di visitare la casa, ormai vuota, fare ordine tra i vari documenti della donna e venderla.

Troverà una gelida accoglienza, gli negheranno la prenotazione della stanza dell’unico albergo e lo istigheranno ad andarsene, ma col rischio di perdere il lavoro il giovane avvocato si fa portare (pagando profumatamente) nella casa e scopre che questa è lontana dal resto del paese e la marea in vari momenti della giornata la isola totalmente.

Rinverrà documenti angoscianti e segreti custoditi fino ad allora, inizierà a sentire pianti di bambini che chiamano la mamma e a vedere una donna vestita di nero…

Considerazioni: finalmente un film horror che è riuscito a farmi sussultare sulla poltrona, cosa davvero difficile per una come me che questo genere di film li adora e di conseguenza ne sono diventata un pò assuefatta. Solo un paio di scene le ho trovate scontate, me le aspettavo insomma, ma il film è davvero inquietante! Favoloso!

Tratto dal romanzo omonimo scritto dall’autrice Susan Hill.

The river

Un famoso naturalista per ventidue anni ha realizzato reportage da tutto il mondo, spesso anche assieme alla sua famiglia, finchè un giorno lui e la sua troupe scompaiono in Amazzonia. Dopo lunghe ricerche tutti smisero di provare, tranne un gruppo.

Dopo sei mesi il suo rilevatore personale manda un segnale, così la moglie ( Leslie Hope) e l’ex produttore ( Paul Blackthorne) lo dicono al figlio ( Joe Anderson) che proprio quel giorno aveva partecipato alla sepoltura del padre in quanto convinto della sua morte. Ma la rete televisiva finanzierà le ricerche solo il figlio andrà con la madre. Così il resto della vecchia troupe, madre e figlio partono per l’ Amazzonia alla ricerca prima della fonte del rilevatore e poi della nave del naturalista, la “Mangus”.

Scopriranno così che il Dr. Emmet Cole (Bruce Greenwood) si era avvicinato ai vari tipi di magia presente in quelle zone e che nulla è come loro avevano sempre pensato, dovranno affrontare forze paranormali derivanti dalla natura e dalle tribù, nella continua ricerca dello scomparso.

Da amante dell’horror, posso dire che questo telefilm ha superato le mie aspettative! Per la cronaca, ho visto le prime quattro puntate e non vedo l’ora di vedere il resto.

The river è di genere horror e mockumentary (cioè finto documentario-tipo il film  The Blair Witch Project per intenderci) e dal primo marzo sarà in onda su Sky Uno.