Alcatraz

Il 21 marzo 1963, a causa dei crescenti costi e del degrado delle sue strutture, Alcatraz chiuse i battenti e tutti i detenuti vennero trasferiti in altri istituti di pena. Questo secondo la versione ufficiale, non fu così in realtà.

Questa è la prefazione di ogni puntata e ho aspettato un pò prima di recensire questo telefilm, giusto per vedere lo sviluppo della trama.

Questo è quanto: tutti i detenuti e le guardie presenti il 21 marzo del 1963 nella prigione di Alcatraz sono spariti, nel nulla; dopo trent’ anni, puntata dopo puntata ne spunta fuori uno che non può fare a meno di uccidere qualcuno o tentare di farlo (guardie comprese), ovviamente la polizia indaga, ma l’FBI istituisce un piccolo corpo speciale composto dal detective Rebecca Madsen (Sarah Jones) e dall’esperto e scrittore di svariati libri su Alcatraz, Diego Soto (Jorge Garcia– il buon vecchio Hugo per i fan di Lost) i quali hanno il compito di recuperare queste persone, rimaste uguali a trent’anni prima, per consegnarle all’agente federale Emerson Hauser ( Sam Neill ) che li rinchiuderà in una prigione del tutto identica a quella chiusa anni prima. Salterà fuori qualche segreto, delle strane chiavi, ma nulla ad indurmi a continuare a guardare questo telefilm, che, in base alla mia opinione personale boccio in pieno, in quanto di una noia mortale per la ripetitività delle scene puntata dopo puntata. Insomma della serie, se ne hai vista una le hai viste tutte. Io mi fermo a sette, giusto perchè ho voluto dargli una chance, sennò mi sarei fermata prima.

… in inglese …

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