Another Earth

Trama:

Rhoda Williams (Brit Marling) è una ragazza che sta festeggiando la sua accettazione all’MIT (Massachusetts Institute of Technology). Ritornando a casa sente dalla radio che è stato scoperto un nuovo pianeta, estremamente vicino alla Terra e che sembra essere la sua copia esatta, lo chiamano infatti Terra 2, si distrae mentre è alla guida, guardando questo pianeta e prende in pieno frontale una macchina fermo allo stop. Al suo interno un bambino di pochi anni, una donna incinta e il padre, l’unico che si salverà. La ragazza viene arrestata e sconta quattro anni di carcere. Una volta uscita inizia a fare le pulizie per una scuola, finchè non scopre che  John Burroughs (William Mapother) è appunto vivo. Si presenta a casa sua con l’intento di chiedere perdono, ma non ci riesce e alla fine gli propone la pulizia gratis della casa, fingendo di far parte di una cooperativa di pulizia. L’uomo l’assumerà per faarsi pulire casa una volta alla settimana.

Considerazioni:

Sinceramente mi aspettavo tutto un’altro film, invece è solo una storia d’amore che ha come sottofondo la scoperta di questo pianeta gemello alla Terra. Noioso a tratti soporifero, sempre nell’attesa, nella speranza, che succeda qualcosa; inutilmente. Il finale mi è piaciuto, ogni tanto capita…

 

Quella casa nel bosco

Un gruppo di amici va in vacanza nella casa sul lago che ha comperato da poco il cugino di uno di loro. Sono rapiti dalla bellezza del posto, ma presto inizieranno a succedere cose strane: improvvisi cambiamenti di personalità e altro ancora …  Ma cosa c’entrano due colletti bianchi all’interno di un bunker super segreto?

La storia di base ( che non ho scritto per non svelarvi nulla), non è male, avrebbe del potenziale, ma sfortunatamente come film horror lascia molto a desiderare. Si sa già cosa accadrà, chi sarà la vittima, etc.

Noioso, con qualche scena splatter, si fatica ad arrivare al finale dove ci viene regalato un cameo di Sigourney Weaver.

Dark Shadow

Per chi non lo sapesse Dark Shadows è ispirato all’omonimo telefilm americano degli anni ’60 -’70 e vanta molti famosi amanti.

Il film narra la storia di Barnabas Collins (Johnny Depp), vissuto nel ‘700, che dopo aver rifiutato le avance di una serva, questa lo trasforma in un vampiro e lo fa chiudere in una tomba ben legata da catene, la quale dopo 200 anni viene disseppellita. Così Barnabas si ritrova negli anni ’70, attorniato da invenzioni, oggetti e stili del tutto diversi dal suo mondo. Ne consegue una certa comicità.

Che posso dire, il mio amore imperituro per Jhonny Depp e Tim Burton mi ha fatto attendere spasmodicamente l’uscita di questo film e forse è stata la troppa voglia di guardarlo che lo ha reso un pò monotono; certo ho riso con delle belle scene comiche, ma nulla di più. Purtroppo. Mi sento di dire a chi come me lo ha aspettato con ansia di non aspettarsi chissà che, perchè ne resterà deluso.

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American Pie: Ancora insieme

Quarto film della saga, mostra la vita dopo 12 anni dal 1999 e cioè dopo il primo film -che qui riporta il cast completo- troviamo  Jim (Jason Biggs) e Michelle (Alyson Hannigan)  ( dopo il matrimonio del terzo film) genitori e con problemi nella  sfera sessuale, si sentono un pò troppo genitori e non trovano tempo e forze per l’intimità. Il film che oltre oceano si chiama “American Reunion“, parla della riunione della classe del ’99 e delle diverse vite che ha preso ognuno di loro.

(Da Wikipedia:)L’intera classe del 1999 del liceo East Great Falls torna in città per una grande rimpatriata, per festeggiare il decennale del diploma, dopo essersi organizzati su Facebook. Sarà un’occasione in più per ricordare i bei vecchi tempi e rendersi conto di non essere più degli adolescenti.Ognuno ha una vita propria con i propri problemi. Oz (Chris Klein), dopo aver partecipato ad una trasmissione sulla falsariga diBallando con le stelle, è una celebrità; Stifler ha ormai perso il suo charme con le ragazze e lavora come internale per un boss severo che lo schiavizza e lo maltratta; Heather (Mena Suvari) è fidanzata con un cardiologo quarantenne che si atteggia da adolescente; Jim, è ancora celebre sul web per il video “hot” con Nadia risalente ai tempi del liceo.

Che dire… ho visto tutti i film ed è ormai un classico -un pò come i nostri “cinepanettoni”-, l’ho guardato, ogni tanto ho riso un pò, insomma, sarà la solita frase fatta, ma faceva più ridere il primo.

Una piccola curiosità: ho perso il conto di quante volte hanno nominato Facebook, si tratta di marketing oppure è una presa per i fondelli del network più usato al mondo?

Colour from the Dark

La trama è incentrata in una casa di campagna in Italia nel 1943, dove vive una coppia e la sorella minore di lei. Un giorno Alice (Marysia Kay), recatasi al pozzo per prendere dell’acqua, fa cadere il secchio al suo interno, così chiama il cognato Pietro (Michael Segal) che con un attrezzo appuntito cerca di recuperarlo, liberando così una sorta di forza malevola. Da quel momento molte cose strane accadranno in quella casa, soprattutto alla sorella maggiore Lucia (Debbie Rochon).

Considerazioni: rientra nel genere horror, ma non aspettatevi nulla di così spaventoso. Come tutti, o quasi, i film indipendenti ha scene a volte caotiche, soprattutto all’inizio, dove si fatica a seguire la trama; a tratti noioso. Gli effetti speciali sono buoni, presumendo un basso badget. Tutto sommato si fa guardare e proprio perchè è indipendente lo apprezzo rispetto ad altri film con case produttrici d’eccellenza! Il film è datato 2008, ma è uscito solo ora ed è  liberamente ispirato al racconto Il colore venuto dallo spazio di Howard Phillips Lovecraft.

John Carter

Siamo nel 1800 circa e troviamo un uomo che cerca disperatamente una cava d’oro, allettato da dicerie e leggende; si tratta del capitano John Carter (Taylor Kitsch), veterano della guerra di secessione che ha però deciso di non lottare più dopo aver perso la famiglia. Troverà quello che cerca in circostanze particolari, ma quello che l’aspetta è ben altro, si ritroverà infatti sul pianeta Marte ad imparare a gestire la gravità e la forza fisica. Suo malgrado per l’onore e l’amore dovrà decidere se combattere o no, tra nuovi amici e usanze.

Il film è basato sul primo degli undici libri scritti da Edgar Rice Burroughs (Sotto le lune di Marte) e a quanto pare la Disney ha in cantiere una trilogia.

Considerazioni: film piacevole, non eccezzionale (effetti speciali a parte), che mi ha fatto ridere e commuovere, per nulla banale neppure alla fine, dove spesso i registi scivolano su di una buccia di banana. Ma infondo quando una pellicola è presa da un romanzo ci si può sempre aspettare un buon risultato complessivo. Poi stiamo parlando dell’autore di “Tarzan delle scimmie”!

The woman in black

Tre sorelle giocano con le loro bambole e un servizio da te quando si fermano e contemporaneamente, quasi ipnotizzate, si recano alla finestra, la aprono e si gettano di sotto. Questa è una delle molte tragedie che occorrono ai bambini di un villaggio sperduto in Inghilterra; posto dove il giovane avvocato Arthur Kipps (Daniel Radcliffe), purtroppo vedovo e con un bambino piccolo si deve recare in seguito alla morte di una cliente. Ha il compito di visitare la casa, ormai vuota, fare ordine tra i vari documenti della donna e venderla.

Troverà una gelida accoglienza, gli negheranno la prenotazione della stanza dell’unico albergo e lo istigheranno ad andarsene, ma col rischio di perdere il lavoro il giovane avvocato si fa portare (pagando profumatamente) nella casa e scopre che questa è lontana dal resto del paese e la marea in vari momenti della giornata la isola totalmente.

Rinverrà documenti angoscianti e segreti custoditi fino ad allora, inizierà a sentire pianti di bambini che chiamano la mamma e a vedere una donna vestita di nero…

Considerazioni: finalmente un film horror che è riuscito a farmi sussultare sulla poltrona, cosa davvero difficile per una come me che questo genere di film li adora e di conseguenza ne sono diventata un pò assuefatta. Solo un paio di scene le ho trovate scontate, me le aspettavo insomma, ma il film è davvero inquietante! Favoloso!

Tratto dal romanzo omonimo scritto dall’autrice Susan Hill.